LA VALLE DELL'ORCO

Percorrendo la strada provinciale 460, viene spontaneo chiedersi cosa ci sarà al termine di essa, sopratutto dopo le decine di chilometri percorsi nell'ombra delle pareti di gneiss che sovrastano una valle dimenticata, nel cuore delle alpi Graie. La fama conseguita su questa porzione di territorio alpino grazie al Parco Nazionale del Gran Paradiso, permane sui versanti Valdostani e rimane offuscata nell'unica valle del Parco che si estende da Ovest a Est, solcata dal fiume Orco, importante contributore del Po', che nasce sui pendii della Punta del Roc (4025 m). A Ceresole Reale, dopo aver percorso tre chilometri e mezzo nella galleria che rappresenta l'ultimo baluardo verso l'eden, finalmente si trovano le risposte alle domande che molti viaggiatori si pongono lungo il viaggio che separa le pianure Canavesane dall'alta Valle dell'Orco.

Un territorio unico caratterizzato da picchi imponenti, laghi alpini, foreste di larici e animali in totale libertà, in uno spazio ridotto; tutto ciò dovrebbe giustificare la visita da parte di qualsiasi turista, viaggiatore, o di qualunque cittadino che ancora non conosce le meraviglie che può toccare con mano a pochi chilometri da casa.

ESCURSIONI E PAESAGGI


La Valle dell'Orco non si ferma a Ceresole Reale. Proseguendo sulla strada provinciale 50, che parte da questo piccolo borgo architettato agli inizi del '900, si giunge all'altopiano del Nivolet 2612 mt., che collega il Piemonte alla Val Savaranche (Valle d'Aosta), ad una quota di 2420mt. Il Nivolet, essendo raggiungibile in automobile, caratterizza la principale attrazione turistica per visitatori abituali, Torinesi e Canavesani, che occupano mezze giornate lungo la piana e costituiscono un turismo di massa giornaliero, che spesso non si sofferma sull'unicità del luogo.

L'altopiano ha un ecosistema esclusivo. Grazie agli ambienti umidi si presentano piante rare, come ad esempio, il ranuncolo acquatico, dall'aspetto molto vario, con foglie lobate e fiori bianchi a base gialla galleggianti, o il sedum villosum, che ha fiori rosa o lilla e foglie grasse.
Tipici del Nivolet sono gli eriofori, che durante la fioritura riempiono i prati con i loro ciuffetti bianchi, donando un aspetto cangiante al paesaggio. Inoltre, è uno dei posti più bui di tutta la penisola italiana e dunque, essendo completamente privo di inquinamento luminoso, uno dei luoghi preferiti dagli appassionati di astronomia. Numerosi, infatti, sono le associazioni di astrofili che si recano su questo colle per ammirare di notte la bellezza del cielo stellato senza alcun tipo di inquinamento da luce artificiale.

TOP del MESE

PUNTA BASEI

01 GIUGNO  - 31 OTTOBRE

Punta Basei 3338 mt. Partenza dall'altopiano del Nivolet. Una delle vette più panoramiche della Valle. Facile.

Dislivello: 700mt.

Da:

€ 90

CRESTA DI

GARIBALDI

01 GIUGNO - 31 OTTOBRE

Dal Rifugio Città di Chivasso, Traversata della panoramica cresta tra Nivolet e Gran Paradiso. AD Dislivello 300mt.

Da:

€ 250

DISPERAZIONE

01 MAGGIO - 31 OTTOBRE

La mitica fessura che ha fatto la storia. Sul Sergent uno dei terreni dove si è maggiormente espresso il Nuovo Mattino.

VI+/VII-

Da:

€ 150

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